Un atleta a 40 anni non è vecchio, Totti ha una grande forza mentale

Un atleta a 40 anni non è vecchio, Totti ha una grande forza mentale

10 febbraio 2017 16:03

Il Dottor Silvio Rossi, esperto di ortopedia del Lancisi PHYSIO  ha rilasciato alcune dichiarazioni al Tribunale delle Romane, trasmissione che andrà in onda questa stasera alle 21.15 su Rete Oro.
La notizia è stata anche ripresa dal sito Voce Giallorossa.
Ecco le sue parole…

Professor Rossi, come fa un campione come Totti a gestire la sua muscolatura alla sua età?
“Innanzitutto bisogna dimenticare il pregiudizio che un atleta a 40 anni è vecchio: è comunque un atleta. L’età di abbandono dell’attività agonistica tra i calciatori si è molto allungata negli ultimi anni, prima a 31-32 anni erano considerati già vecchi mentre ora la maggior parte dei giocatori a 32-33 anni forse raggiunge la massima espressione atletica, perché oggi il percorso è totalmente diverso: le strutture muscolari sono diverse, così come gli allenamenti e quindi le capacità di creare un rinforzo alla muscolatura tramite apparecchiarature; anche l’alimentazione fa molta differenze in queste situazioni. Dunque non mi sorprende che un atleta arrivi a 40 anni in una forma così importante come quella di Totti. Se guardiamo Totti a 24 anni, non aveva il fisico che ha oggi, con questa struttura muscolare. Potenziare tanto il tono muscolare può rallentare o far perdere velocità, ma dal punto di vista della potenza e della qualità del gesto tecnico non perdi niente. Si pensi al portiere dell’Egitto che ha 44 anni e ha fatto un grande torneo nella Coppa d’Africa. Dobbiamo aspettarci che anche altri atleti, che siano professionisti anche nella vita privata e curino i dettagli, possano allungare la carriera”.

Dal punto di vista dello stile di vita, cosa deve fare un Totti di 40 anni rispetto a un atleta con 5-6 anni in meno?
“Sicuramente si deve guardare dai cosiddetti scivoloni: fare attenzione all’alimentazione, mantenere un certo trend di ore di riposo, fondamentale perché durante esso ricostruiamo il circuito di proteine con cui teniamo sotto controllo il dolore e altre componenti; se noi perdiamo riposo penalizziamo questo meccanismo. Molti di questi atleti, una volta maturi, sono sposati, quindi è importante anche la stabilità all’interno della famiglia. Chiaro che un atleta che esce tutte le sere, fa tardi e beve… Guardate quanti ne abbiamo persi per non avere avuto la testa da professionisti”.

Come cambiamo le fibre muscolari all’età di Totti?
“Non cambiano: basta mantenerle sempre col giusto tono e alla giusta forza. Oggi esistono macchine che ci aiutano a mantenere i muscoli: non esiste un anziano che non possa fare le corse, ma è solo una questione di allenamento. Se uno fa questo, problemi dal punto di vista del muscolo non ce ne sono”.

Lei si sente quindi dire che l’essere un campione da parte di Totti consiste anche nell’arrivare in questo stato a questa età, laddove altri hanno mollato molto prima?
“La sua forza secondo me è mentale, oltre che fisica. La capacità di mantenere un trend di comportamenti e alimentazione che altri non riescono a sostenere per così tanto tempo. Mi viene da pensare che la sua passione sia talmente tanto forte da dargli una carica così grande per sostenere tutte quelle cose che per altri diventano un sacrificio”.

Link all’articolo su Voce Giallorossa

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